La legge di modernizzazione della giustizia del XXI secolo, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale nel novembre 2016, ha profondamente modificato il trattamento di diversi reati penali, in particolare in materia di diritto stradale. Tra i cambiamenti più significativi figura la riforma delle sanzioni applicabili alla guida senza patente, con la creazione della multa forfettaria penale.
Questa evoluzione aveva l’obiettivo di semplificare il trattamento di alcune infrazioni, decongestionare i tribunali e consentire una risposta penale più rapida. Tuttavia, questa semplificazione non significa che la guida senza patente sia diventata un’infrazione lieve. Le conseguenze possono restare particolarmente importanti, sia sul piano finanziario che giudiziario.
La guida senza patente prima della riforma del 2017
Fino al 31 dicembre 2016, la guida di un veicolo senza essere titolare della patente di guida costituiva un reato sistematicamente perseguito davanti al tribunale penale.
L’articolo L.221-2 del Codice della strada prevedeva sanzioni particolarmente severe. Il conducente rischiava fino a un anno di reclusione e 15.000 euro di multa. A queste pene principali potevano aggiungersi diverse pene accessorie, quali:
- la confisca del veicolo;
- l’obbligo di frequentare un corso di sensibilizzazione alla sicurezza stradale;
- il divieto di guidare determinati veicoli;
- lavori di pubblica utilità, a seconda delle circostanze.
Ogni fascicolo era quindi oggetto di una procedura giudiziaria classica, che comportava una convocazione davanti al tribunale penale.
La creazione della multa forfettaria penale
Dal 1° gennaio 2017, il trattamento della guida senza patente è stato profondamente modificato.
D’ora in poi, quando un conducente viene controllato per una prima guida senza patente e non viene riscontrata nessun’altra infrazione che escluda tale procedura, le forze dell’ordine possono applicare il meccanismo della multa forfettaria penale.
Questo dispositivo permette di evitare una comparizione sistematica davanti al tribunale. L’autore dell’infrazione riceve direttamente un avviso di violazione al proprio domicilio, accompagnato da un importo forfettario da pagare.
Questa procedura riguarda principalmente le persone che guidano senza aver mai ottenuto la patente o che circolano quando la loro patente non è più valida, qualora siano riunite le condizioni legali che permettono l’applicazione di tale procedura.
L’obiettivo perseguito dal legislatore è duplice: fornire una risposta penale immediata riducendo al contempo il carico delle giurisdizioni penali.
Qual è l’importo della multa?
L’importo della multa forfettaria penale è fissato a 800 euro.
Come per molte multe forfettarie, l’importo varia in base alla rapidità del pagamento:
- 640 euro in caso di pagamento entro 15 giorni dalla notifica dell’avviso di violazione;
- 800 euro entro il termine normale di pagamento;
- 1.600 euro quando il termine di 45 giorni è superato e la multa viene maggiorata.
È quindi particolarmente importante rispettare le scadenze indicate sull’avviso ricevuto per evitare un aumento significativo dell’importo da pagare.
In quali casi il tribunale penale resta competente?
La creazione della multa forfettaria penale non significa che tutte le guide senza patente sfuggano ormai al giudice.
Il ricorso al tribunale penale rimane obbligatorio in diverse situazioni, in particolare quando:
- il conducente è in stato di recidiva legale;
- un’altra infrazione stradale o penale viene accertata simultaneamente e non può essere trattata con una multa forfettaria;
- le circostanze dell’infrazione presentano una particolare gravità.
In queste ipotesi, il procuratore della Repubblica può avviare un’azione penale davanti al tribunale. Le pene previste dal Codice della strada tornano quindi applicabili e possono essere sensibilmente più pesanti di una semplice multa forfettaria.
Si può contestare una multa forfettaria penale?
Contrariamente a quanto si crede, ricevere una multa forfettaria penale non significa che ogni contestazione sia impossibile.
Il conducente conserva la possibilità di presentare un’istanza di esonero o un reclamo entro i termini previsti dalla procedura. Questa contestazione può essere presa in considerazione quando le circostanze dell’infrazione sono discutibili o quando è stato commesso un errore durante il controllo o la verbalizzazione.
Tuttavia, la procedura segue regole precise. Una contestazione mal preparata può essere respinta o comportare il rinvio al tribunale penale.
Prima di avviare una tale iniziativa, è spesso preferibile richiedere il parere di un avvocato esperto in diritto stradale per valutare le probabilità di successo e le possibili conseguenze della contestazione.
Una riforma che si inserisce in una politica di repressione più rapida
La legge di modernizzazione della giustizia non si è limitata alla guida senza patente.
Ha inoltre introdotto diverse misure destinate a rafforzare l’efficacia della repressione delle infrazioni stradali.
Tra le principali evoluzioni figura in particolare l’obbligo per i datori di lavoro di indicare il dipendente che ha commesso un’infrazione stradale con un veicolo aziendale quando questa viene accertata da un dispositivo automatico. In mancanza di designazione, l’azienda si espone a una sanzione finanziaria specifica.
La riforma ha anche introdotto un sistema per assicurare meglio il monitoraggio dei conducenti stranieri che circolano sul territorio francese, con la creazione di un dispositivo paragonabile a una patente a punti virtuale destinato a garantire un’applicazione più uniforme delle sanzioni.
Queste diverse misure perseguono un obiettivo comune: rafforzare l’effettività delle sanzioni e limitare le possibilità di sfuggire ai procedimenti giudiziari.
La guida senza patente resta un reato
È importante ricordare che la creazione della multa forfettaria penale non ha depenalizzato la guida senza patente.
L’infrazione rimane un reato iscritto nel Codice della strada. La riforma ha unicamente modificato il modo in cui alcuni casi vengono trattati quando presentano un basso grado di gravità.
A seconda delle circostanze, le conseguenze possono restare importanti, specialmente in caso di incidente stradale. Infatti, guidare senza patente può avere ripercussioni sulla copertura assicurativa, comportare azioni di rivalsa dell’assicuratore contro il conducente e aggravare considerevolmente la sua situazione finanziaria.
Inoltre, una nuova infrazione o una recidiva espone il conducente a procedimenti davanti al tribunale penale e a sanzioni molto più severe della semplice multa forfettaria.
Perché rivolgersi a un avvocato?
Sia che tu abbia ricevuto una multa forfettaria penale o che sia stato convocato davanti al tribunale penale, è essenziale conoscere con precisione i tuoi diritti.
Un avvocato in diritto stradale può verificare la regolarità della procedura, analizzare le circostanze del controllo, consigliarti sull’opportunità di una contestazione e assicurare la tua difesa davanti alle giurisdizioni penali quando necessario.
Poiché ogni situazione è particolare, un supporto legale personalizzato permette spesso di evitare alcuni errori procedurali e di difendere al meglio i tuoi interessi.




