Il diritto del lavoro francese ha subito importanti trasformazioni negli ultimi anni. Tra le riforme più significative figura la legge n. 2016-1088 dell’8 agosto 2016, nota come «legge sul lavoro» o «legge El Khomri», relativa al lavoro, alla modernizzazione del dialogo sociale e alla tutela dei percorsi professionali. Tale legge mirava in particolare a dare maggiore spazio alla contrattazione collettiva e a modificare diverse norme applicabili alle imprese e ai lavoratori.
Dal 2016, tuttavia, il diritto del lavoro ha continuato a evolversi. I decreti adottati nel settembre 2017 hanno, in particolare, modificato profondamente le norme relative alla contrattazione collettiva, al dialogo sociale, al licenziamento e alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro.
È quindi necessario, nel 2026, ricollocare la legge sul lavoro nel contesto di un’evoluzione più ampia del diritto del lavoro. Diverse misure derivanti da questa riforma rimangono applicabili, mentre altre sono state modificate, integrate o sostituite da disposizioni più recenti.
La contrattazione collettiva riveste un ruolo centrale
Uno degli obiettivi principali della riforma del 2016 era quello di rafforzare il ruolo del dialogo sociale e della contrattazione collettiva all’interno dell’azienda. Questo orientamento è stato poi ampiamente portato avanti dai decreti Macron del 2017.
La contrattazione aziendale consente oggi alle parti sociali di definire una serie di norme adeguate alla situazione dell’azienda, nel rispetto delle disposizioni imperative del Codice del lavoro. Gli accordi collettivi possono riguardare, in particolare, l’organizzazione e la durata del lavoro, la retribuzione o ancora alcune condizioni di lavoro.
I decreti del 2017 hanno rafforzato questa logica, attribuendo maggiore spazio agli accordi aziendali nell’articolazione tra i diversi livelli di negoziazione. L’obiettivo era, in particolare, quello di consentire alle imprese di disporre di un quadro più adeguato alle loro esigenze e alla loro attività.
Questa evoluzione ha inoltre modificato il modo in cui le imprese devono gestire i propri rapporti con i rappresentanti del personale. Dall’istituzione del comitato sociale ed economico (CSE), il dialogo sociale si basa su un’organizzazione diversa da quella esistente al momento dell’adozione della legge sul lavoro.
Il licenziamento per motivi economici: un quadro normativo più preciso
La réforme de 2016 a également fait évoluer la définition du licenciement économique. Le Code du travail prévoit aujourd’hui plusieurs situations pouvant caractériser une cause économique, notamment les difficultés économiques, les mutations technologiques, la réorganisation de l’entreprise nécessaire à la sauvegarde de sa compétitivité ou encore la cessation d’activité.
Le difficoltà economiche possono in particolare essere caratterizzate da un calo significativo dei ordini o del fatturato, delle perdite operative, un peggioramento della liquidità o del margine operativo lordo, nelle condizioni previste dal Codice del lavoro.
L’obiettivo di questa definizione è, in particolare, quello di rendere più prevedibile la valutazione del motivo economico e di consentire al datore di lavoro di giustificare la propria decisione sulla base di elementi oggettivi.
Anche la situazione dei gruppi societari rimane un tema particolarmente delicato. La valutazione del motivo economico e del settore di attività interessato può avere conseguenze significative quando un’impresa fa parte di un gruppo. È quindi indispensabile effettuare un’analisi accurata della situazione economica e dell’organizzazione del gruppo prima di avviare qualsiasi procedura di licenziamento per motivi economici.

La tutela in caso di risoluzione del contratto di lavoro
Les réformes intervenues depuis 2016 ont également cherché à sécuriser les relations entre employeurs et salariés, notamment lors de la rupture du contrat de travail.
I decreti del 2017 hanno introdotto, in particolare, una tabella di indennizzo applicabile, a determinate condizioni, in caso di licenziamento privo di giusta causa. Hanno inoltre modificato alcune norme relative alla procedura di licenziamento, alla sua motivazione e ai termini per la contestazione.
L’obiettivo dichiarato era quello di rendere più prevedibili le conseguenze finanziarie di un licenziamento impugnato dinanzi al tribunale del lavoro. Tale modifica non impedisce tuttavia a un dipendente di impugnare il proprio licenziamento qualora ritenga che esso non sia fondato su una causa reale e grave o che non sia stata rispettata la procedura applicabile.
Sia per il datore di lavoro che per il dipendente, le condizioni in cui la risoluzione del contratto avviene devono quindi essere esaminate con attenzione. Un errore nella procedura o nella la motivazione del licenziamento può avere delle conseguenze significative.
Médecine du travail : priorité à la prévention
La réforme du droit du travail a également fait évoluer le suivi de la santé des salariés. Le système repose désormais davantage sur la prévention et sur une adaptation du suivi médical aux risques liés au poste occupé.
Le médecin du travail joue un rôle essentiel dans cette organisation. Il peut notamment proposer des mesures individuelles d’aménagement, d’adaptation ou de transformation du poste lorsque l’état de santé du salarié le justifie.
Cette approche vise à favoriser le maintien dans l’emploi et à prévenir la désinsertion professionnelle. Le suivi de la santé du salarié doit ainsi tenir compte de la réalité de son activité et des risques auxquels il est effectivement exposé.
La riforma ha inoltre precisato le condizioni alle quali può essere accertata l’inidoneità. Quando un dipendente non è più in grado di svolgere la propria mansione per motivi medici, il parere del medico del lavoro costituisce un elemento determinante della procedura.
L’inidoneità e l’obbligo di ricollocazione
La questione dell’inidoneità riveste particolare importanza nel diritto del lavoro. Quando un dipendente viene dichiarato inidoneo alla propria mansione, il datore di lavoro è tenuto, salvo le eccezioni previste dalla legge, a cercare una possibilità di ricollocamento adeguata alle capacità del dipendente.
Tale valutazione deve tenere conto delle conclusioni e delle indicazioni del medico del lavoro. Il datore di lavoro deve quindi esaminare le possibilità che consentano al dipendente di proseguire la propria attività lavorativa in condizioni compatibili con il suo stato di salute.
In alcune situazioni, il parere del medico del lavoro può tuttavia indicare espressamente che il mantenimento del dipendente in servizio sarebbe gravemente pregiudizievole per la sua salute o che le sue condizioni di salute impediscono qualsiasi ricollocamento. In tali casi, è possibile avviare la procedura di licenziamento alle condizioni previste dal Codice del lavoro.
Il regime applicabile varia inoltre a seconda che l’inidoneità derivi o meno da un infortunio sul lavoro o da una malattia professionale. È quindi fondamentale individuare l’origine dell’inidoneità prima di avviare un procedimento.
Il lavoro in distacco e la lotta contro il lavoro illegale
La réglementation relative au travail détaché s’est également renforcée au cours des dernières années. Le détachement permet à une entreprise établie dans un autre État de faire intervenir temporairement ses salariés en France, sous réserve du respect des règles applicables.
Cette possibilité est encadrée afin de lutter contre les pratiques frauduleuses et les situations de concurrence sociale déloyale. Les entreprises concernées doivent notamment respecter certaines obligations déclaratives et les règles françaises applicables aux travailleurs détachés.
La question du détachement doit donc être distinguée de celle du travail dissimulé ou du détachement frauduleux. Les entreprises qui utilisent ce dispositif doivent vérifier précisément leurs obligations avant le début de l’intervention des salariés concernés.
Les CDD et l’encadrement des contrats courts
Anche il ricorso ai contratti a tempo determinato è disciplinato dal Codice del lavoro. Un contratto a tempo determinato non può avere lo scopo di coprire in modo duraturo un posto di lavoro legato all’attività normale e permanente dell’impresa.
Il ricorso al contratto a tempo determinato deve rientrare in uno dei casi previsti dalla legge, come la sostituzione di un dipendente assente o l’aumento temporaneo dell’attività aziendale.
Le norme relative alla durata del contratto, al suo rinnovo e alla successione di più contratti a tempo determinato devono anch’esse essere rispettate. In caso contrario, il dipendente può in particolare richiedere la riclassificazione del proprio contratto in contratto a durata indeterminata.
La questione dei contratti a breve termine rimane quindi una sfida importante per le imprese, che devono garantire la sicurezza delle loro pratiche contrattuali al fine di evitare i rischi di contenzioso.

La prevenzione dello stress e dei rischi psicosociali
La tutela della salute dei lavoratori non riguarda solo i rischi fisici. Anche la prevenzione dei rischi psicosociali, tra cui lo stress lavorativo, le molestie e alcune forme di violenza sul lavoro, riveste un ruolo importante.
L’employeur doit prendre les mesures nécessaires pour assurer la sécurité et protéger la santé physique et mentale des travailleurs. Cette obligation implique notamment d’identifier les risques professionnels et de mettre en œuvre des actions de prévention adaptées.
Il carico di lavoro, l’organizzazione dell’azienda, i metodi di gestione, le relazioni tra colleghi o ancora le situazioni di conflitto possono contribuire alla comparsa di rischi psicosociali.
La prevenzione deve quindi essere integrata nell’organizzazione generale dell’azienda e non limitarsi all’assistenza individuale di un dipendente quando si presenta una difficoltà.
Il diritto al lavoro continua a evolversi
La legge sul lavoro del 2016 ha rappresentato una tappa importante nella trasformazione del diritto del lavoro francese, ma nel 2026 non può più essere considerata isolatamente. Le ordinanze Macron del 2017, in particolare, hanno profondamente modificato il quadro della contrattazione collettiva, del dialogo sociale e della risoluzione del contratto di lavoro.
Ulteriori sviluppi legislativi e giurisprudenziali hanno poi completato tale quadro normativo. Il diritto del lavoro è quindi una materia in continua evoluzione, in cui una norma applicabile a una determinata situazione deve sempre essere verificata alla luce della versione attuale del Codice del lavoro e della giurisprudenza recente.
Sia per i lavoratori che per i datori di lavoro, le conseguenze di un errore possono essere gravi: licenziamento contestato, riclassificazione di un contratto a tempo determinato, mancata ricollocazione, violazione dell’obbligo di sicurezza o ancora irregolarità in una procedura di risoluzione del rapporto di lavoro.
Perché rivolgersi a un avvocato specializzato in diritto del lavoro?
Una questione di diritto del lavoro può trasformarsi rapidamente in una controversia qualora gli obblighi di legge o contrattuali non vengano correttamente rispettati. L’intervento di un avvocato consente di analizzare la situazione alla luce delle norme applicabili, del contratto collettivo e della giurisprudenza.
Che si tratti di un licenziamento, di un caso di inidoneità al lavoro, di una controversia tra dipendente e datore di lavoro, di una questione relativa a un contratto a tempo determinato o di una controversia dinanzi al tribunale del lavoro, un’assistenza legale può consentire di gestire le pratiche in tutta sicurezza e di difendere efficacemente i propri interessi.
Nel 2026, la riforma del diritto del lavoro non consiste quindi in un’unica legge: è il risultato di una serie di atti normativi che hanno progressivamente trasformato i rapporti di lavoro. È indispensabile un’analisi giuridica aggiornata per determinare i diritti e gli obblighi di ciascuna parte.





