Dal 1° gennaio 2017, il divorzio consensuale ha subito un’evoluzione significativa. La legge del 18 novembre 2016 sulla modernizzazione della giustizia del XXI secolo ha modificato profondamente questa procedura, eliminando, nella maggior parte dei casi, l’intervento del giudice per le questioni familiari. Quando i coniugi concordano sul principio del divorzio e su tutte le sue conseguenze, possono ora divorziare senza udienza davanti al tribunale.
Questa riforma aveva l’obiettivo di semplificare le procedure per le coppie che desiderano porre fine al loro matrimonio in modo amichevole, riducendo al contempo i tempi di gestione dei tribunali. Sebbene la procedura sia oggi più rapida, essa rimane strettamente regolamentata dal Codice Civile al fine di garantire la protezione degli interessi di ciascun coniuge e dei loro figli.
Come funzionava il divorzio consensuale prima del 2017?
Prima dell’entrata in vigore della riforma, tutti i divorzi consensuali dovevano essere omologati dal giudice per le questioni familiari.
I coniugi redigevano un accordo di divorzio, quindi venivano convocati per un’udienza. Il giudice verificava che ciascuno acconsentisse liberamente alla rottura del matrimonio e che gli accordi conclusi fossero equilibrati. Poteva rifiutare di omologare l’accordo se riteneva che esso pregiudicasse gli interessi di uno dei coniugi o dei figli.
Anche quando i coniugi erano perfettamente d’accordo, questa fase giudiziaria spesso prolungava i tempi di diversi mesi.

Una procedura semplificata senza intervento del giudice
Dal 1° gennaio 2017, l’articolo 229-1 del Codice Civile prevede che i coniugi possano divorziare consensualmente mediante un atto sottoscritto privatamente e controfirmato dai loro avvocati, quindi depositato presso il repertorio di un notaio.
Concretamente, quando non sussiste alcun disaccordo sulle conseguenze della separazione, non è più necessario comparire davanti al giudice.
Questa procedura riguarda in particolare gli accordi relativi a:
- la divisione dei beni;
- la liquidazione del regime patrimoniale;
- la residenza dei figli;
- l’esercizio della responsabilità genitoriale;
- l’assegno di mantenimento;
- la prestazione compensativa.
Il divorzio diventa definitivo dopo il deposito dell’accordo presso il notaio.
Perché ogni coniuge deve essere assistito dal proprio avvocato?
La riforma ha rafforzato le garanzie offerte ai coniugi.
Ora, ciascuno deve obbligatoriamente essere assistito dal proprio avvocato. Questa regola consente di assicurare che ogni coniuge benefici di consulenze indipendenti e che il suo consenso sia pienamente libero e informato.
L’avvocato accompagna il proprio cliente durante tutta la procedura. Analizza le conseguenze giuridiche, patrimoniali e fiscali del divorzio, partecipa alle negoziazioni e si assicura che gli accordi conclusi rispettino gli interessi del suo cliente.
Questa doppia rappresentanza costituisce una delle principali garanzie della procedura di divorzio consensuale.
L’accordo di divorzio: un documento essenziale
L’accordo di divorzio è il fulcro della procedura.
Esso riassume tutti gli accordi conclusi tra i coniugi e organizza tutte le conseguenze della loro separazione.
Per essere valido, deve contenere le menzioni previste dal Codice Civile, in particolare:
- l’identità completa dei coniugi
- i recapiti dei due avvocati
- le modalità di regolamentazione del divorzio
- le conseguenze relative ai figli
- l’ammontare di un eventuale assegno di mantenimento
- le modalità di una prestazione compensativa
- le condizioni di liquidazione del regime patrimoniale
- lo stato di liquidazione quando il patrimonio comprende un bene immobile
- la menzione che attesta che ogni figlio minorenne è stato informato del suo diritto di essere ascoltato da un giudice
Un accordo incompleto o irregolare può essere dichiarato nullo. La sua redazione richiede quindi una perfetta padronanza del diritto di famiglia.
Qual è il ruolo del notaio?
Contrariamente a un’idea ampiamente diffusa, il notaio non pronuncia il divorzio e non controlla il contenuto dell’accordo.
Il suo intervento consiste principalmente nel verificare che le formalità previste dalla legge siano state rispettate, in particolare il termine di riflessione obbligatorio di quindici giorni tra la ricezione del progetto di accordo e la sua firma.
Dopo queste verifiche, deposita l’accordo nel suo repertorio.
Questo deposito conferisce al documento una data certa e forza esecutiva. A partire da questa formalità, il divorzio produce i suoi effetti.
Il controllo dell’equilibrio degli accordi spetta esclusivamente agli avvocati.

I figli minorenni beneficiano di una protezione particolare
La riforma non ha eliminato le garanzie volte a proteggere i figli.
Ogni figlio minorenne capace di discernimento deve essere informato del suo diritto di essere ascoltato dal giudice per le questioni familiari.
Se il figlio non desidera essere ascoltato, la procedura convenzionale può proseguire normalmente.
Al contrario, quando un figlio chiede di essere ascoltato, il divorzio consensuale senza giudice diventa impossibile. I coniugi dovranno allora avviare una procedura giudiziaria affinché il giudice possa raccogliere le osservazioni del minore prima di pronunciarsi sul divorzio.
Questa disposizione garantisce la considerazione del superiore interesse del minore.
In quali casi il divorzio senza giudice è impossibile?
Il divorzio consensuale extragiudiziale non è applicabile a tutte le situazioni.
Due ipotesi principali impongono l’intervento del giudice.
La prima riguarda il caso in cui un figlio minorenne chiede di esercitare il suo diritto di essere ascoltato.
La seconda riguarda le situazioni in cui uno dei coniugi è soggetto a una misura di protezione giuridica, come la tutela, la curatela o l’abilitazione familiare. In questo caso, il legislatore ritiene che il controllo del giudice rimanga indispensabile per proteggere la persona interessata.
Infine, questa procedura presuppone un accordo totale tra i coniugi. Il minimo disaccordo riguardante la divisione dei beni, la prestazione compensativa, i figli o qualsiasi altra conseguenza del divorzio porta all’avvio di una procedura giudiziaria.
Quali sono i vantaggi del divorzio consensuale?
Il principale vantaggio di questa procedura risiede nella sua rapidità.
Quando i coniugi trovano rapidamente un accordo, il divorzio può essere finalizzato in poche settimane, contro diversi mesi nel quadro di una procedura contenziosa.
Questa soluzione permette anche di limitare i costi legati a una procedura giudiziaria più lunga e di preservare un dialogo costruttivo tra gli ex coniugi.
Offre infine una maggiore riservatezza poiché i coniugi non sono più tenuti a comparire davanti al giudice, salvo nei casi previsti dalla legge.
Questo approccio favorisce separazioni più serene, soprattutto quando sono coinvolti dei figli.
Perché rivolgersi a un avvocato specializzato in diritto di famiglia?
Anche se la procedura è semplificata, il divorzio consensuale rimane un atto giuridico con importanti conseguenze.
La divisione del patrimonio, le implicazioni fiscali, i diritti dei figli, la prestazione compensativa o ancora gli obblighi finanziari tra gli ex coniugi richiedono un’analisi precisa.
L’avvocato interviene per garantire la sicurezza dell’intera procedura, consigliare il proprio cliente e redigere un accordo conforme ai requisiti legali. Il suo ruolo è anche quello di anticipare le difficoltà che potrebbero sorgere dopo il divorzio al fine di limitare ogni rischio di contenzioso successivo.
Lo Studio Legale CARREZ vi assiste nel vostro divorzio amichevole
Il divorzio consensuale costituisce oggi la soluzione più rapida quando i coniugi sono d’accordo sulle conseguenze della loro separazione. Tuttavia, l’apparente semplicità di questa procedura non deve nascondere le implicazioni giuridiche, patrimoniali e familiari che essa comporta.
Lo Studio Legale CARREZ accompagna i suoi clienti in ogni fase del loro divorzio amichevole. Dopo un’analisi personalizzata della loro situazione, si assicura della protezione dei loro interessi, della redazione di un accordo giuridicamente sicuro e del rispetto di tutte le formalità previste dal Codice Civile.
Essere accompagnati da un avvocato esperto in diritto di famiglia permette di affrontare questa fase con serenità, di preservare i propri diritti e di garantire in modo duraturo le conseguenze della separazione.




